venerdì 5 agosto 2016

Ferrovia locale





"Local railway"



... il treno si mosse. Tornava indietro, e lei rivide il deposito merci, la strada lungo la ferrovia, il casone su cui era scritto "CONSORZIO AGRARIO", il barroccio che caricava la ghiaia nel greto del fiume. Dal casello in poi era una linea che non aveva mai fatto. Da principio non se ne rese conto, era la stessa campagna fittamente coltivata, con lo sfondo delle ciminiere e dei monti. Poi il treno curvò riavvicinandosi al fiume, da cui avrebbe risalito la valle fino a Saline.
L’ultima fornace passò a poca distanza. Un operaio spingeva un vagoncino verso l’essiccatoio. Un altro binario a scartamento ridotto veniva incontro alla ferrovia attraverso il campo.Il treno era fermo. La stazione era dall'altra parte, e Dina avrebbe potuto credere di trovarsi in aperta campagna se non fosse stato per la barriera di cemento, al di là della quale c’era un canneto. Una canna era stroncata: la punta toccava terra. Il suolo era accidentato: un viottolo fangoso s’incuneava tra due gobbe e scendeva nel greto.Alzando gli occhi Dina scorse una collina scoscesa al di là del fiume.Il treno ripartì … 

 ... gliene piacevano tante. Tutte quelle che vedeva di sfuggita dal treno. Eccola, la sua ragazza: ferma dietro la sbarra di un passaggio a livello, china in un campo a raccogliere pomodori, affacciata alla finestra di un casamento di periferia...
da: "Ferrovia locale" di Carlo Cassola, Einaudi 1968


"Il treno è storie, ma anche geografie"
 
 Alessandro Bergonzoni

















Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2

domenica 24 luglio 2016

La piazza vuota




The empty square 
(panic at the Mall)


"Il mondo aveva i denti e con quei denti poteva morsicarti in qualsiasi momento"
 Stephen King, da “La bambina che amava Tom Gordon”


La folla un tempo comunicava nella piazza, nel tempio. Scambiava beni e parole. Oggi, la comunicazione naufraga nell'oceano dell'informazione virtuale. La folla non ha più luoghi di scambio. La piazza è vuota.
«La folla può essere anche un momento necessario, ma se l’uomo che si cala nella folla non è munito di una precisa capacità di pensiero, allora c’è il dramma del totalitarismo. La folla è un concetto che oggi non significa né maggioranza né democrazia, anzi, può essere la negazione più efficace della democrazia. La folla permette a delle dominanti ideologico-culturali di instaurarsi e fa sì che un'idea impazzita diventi maggioritaria»
«Pascal diceva che il mondo cambierebbe se l'uomo fosse capace di restare in solitudine a pensare. Oggi è importante pensare ad architetture della solitudine e del silenzio per fuggire le patologie che la folla porta con sé. Senza la dimensione della solitudine ci resta solo l'incapacità di pensare, di elaborare, di vedere le cose in modo distanziato. Un uomo che pensa di più sa entrare e uscire dalla folla con un equilibrio che la folla non è in grado di distruggere».

Emanuele Rebuffini - Se la folla è antidoto alla follia. Intervista ad Enzo Bianchi.
























Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 14mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2

martedì 12 luglio 2016

Estate in città




"Summer in the city"


... la nostra città, d’estate, è deserta e sembra molto grande, chiara e sonora come una piazza; il cielo è limpido ma non luminoso, di un pallore latteo; il fiume scorre piatto come una strada, senza spirare umidità, né frescura. S’alzano dai viali folate di polvere; passano, venendo dal fiume, grossi carri carichi di sabbia; l’asfalto del corso è tutto spalmato di pietruzze, che cuociono nel catrame. All'aperto, sotto gli ombrelloni a frange, i tavolini dei caffè sono abbandonati e roventi...
Natalia Ginzburg su Cesare Pavese

















Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2

domenica 12 giugno 2016

Mailand





"Travellers in transit"




... io la sera mi addormento
e qualche volta sogno
perché voglio sognare

E nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro
e sto ad ascoltare

Qualche volta sono gli alberi d'Africa
a chiamare
altre notti sono vele piegate
a navigare

Sono uomini e donne
e piroscafi e bandiere
viaggiatori viaggianti
da salvare

Delle città importanti
io mi ricordo Milano
livida e sprofondata
per sua stessa mano...

da "I treni a vapore" di Ivano Fossati dall'album "Dal vivo vol.I - Buontempo" - 1993 

"I treni a vapore" - Decadancing tour 2012




















Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2