martedì 16 febbraio 2016

Grande Stazione Centrale




"Terminal"



… entrò lentamente nella Grande Stazione Centrale, dove la solita folla di viaggiatori vagava da un marciapiede all'altro tra le grida dei facchini e i fischi dei manovratori... Non ricordava perché fosse venuta né dove volesse andare. Vide una sala d'aspetto dove sedevano poche persone. C’era un posto vuoto e vi si accomodò. In quello stesso momento capì che questa era la sua destinazione, questo il suo definitivo punto di arrivo…

… “Poteva essere peggio” pensò, incerta se quella sala di attesa fosse l'ultima di questo o la prima di quell'altro mondo. Le sembrava di muoversi senza sforzo e il senso di freddo che aveva provato tutta la mattina era cessato. Forse qualcuno la stava finalmente portando al suo treno…

… Lunghe onde di ricordi attraversavano il mare grigio del tempo per venire a morire ai suoi piedi…


Da “Il ritorno a Stomersee” di Boris Biancheri



















Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2

sabato 13 febbraio 2016

... di vetri e di specchi




"Specchi negli specchi"



... il vedere e il vetro sono così inseparabili che, dovendo dare un nome all'organo interno al bulbo oculare, non si è trovato niente di meglio che “cristallino”. E poi occhiali, certo, ma anche lenti per cannocchiali e binocoli, per microscopi e telescopi, per macchine fotografiche e cineprese. Il vetro ci dischiude i mondi altrimenti invisibili degli atomi, degli astri e delle storie. Specchi magici o labirinti di specchi, specchi negli specchi, sfuggenti e ambigui come l’immagine che abbiamo di noi stessi, è ancora il vetro a restituirci impietosamente la nostra figura, amata o odiata che sia...

dal blog: bombacarta.com/2014/05/03/vetro-occhiali-per-vedere/



















Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2

mercoledì 10 febbraio 2016

Raindrops




"Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco"


La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio.
È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.
È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo.
La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l'illusione inquieta di un domani impossibile
con l'inquietudine vicina del color della carne.
L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.
E son le gocce: occhi d'infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.
Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.
O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.
Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.
La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all'orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.
O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da' all'anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!



da "Pioggia" di Federico Garcia Lorca












Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2

giovedì 4 febbraio 2016

Inside out




"Through a dirty glass"


... così la vidi attraverso un vetro sporco sul quale qualcuno aveva incollato una rosa maldestramente ritagliata da un giornale tanto che si vedevano le parole stampate nere sul retro della pagina. Lei mi soffiava un bacio con una espressione intensa al rallentatore ed io avevo agio di guardarle le labbra carnose, fiore tropicale, e gli occhi azzurrissimi che come due parallele costellazioni sorridenti, erano un punto di riferimento per la navigazione.
Ad aprire la piccola finestrina dal vetro sporco non provai nemmeno, tanto mi pareva connaturata alla scenografia. Ed io ero dentro e lei fuori in quello che si intuiva il fogliame selvaggio che assediava la mia casa. Avrei dovuto girare intorno a tutta la casa per trovare come uscire ad incontrarla. Che lei potesse entrare, invece, non mi pareva il caso, perché fuori c'era luce, dentro era oscuro e poco accogliente...


da "La bombetta di Pribò" di Roberto Spagnuolo




















Camera Fuji X-E1, lens Fuji XF 18-55mm, pp Lightroom CC & Silver Efex Pro 2